Quante volte hai sentito il termine scioglievolezza?
Nella lingua italiana va a colmare la mancanza di un sostantivo astratto non del tutto coperto né dal rarissimo “scioglibilità” né dal suo sinonimo più usato “solubilità”.
Questo aggettivo dovrebbe indicare la proprietà del cioccolato (utilizzato poi per qualsiasi altro alimento) di sciogliersi piacevolmente in bocca.
Dove nasce
L’aggettivo nasce dalla pubblicità di un famoso cioccolatino del marchio Lindt pubblicata alla fine degli anni ‘90 che citava: “…irresistibile scioglievolezza creata per te dai Maîtres Chocolatiers Lindt”
Esatto, hai capito bene, il termine scioglievolezza non è altro che un’invenzione pubblicitaria o, in termini tecnici, “una leva di marketing” che posiziona e permettere di differenziare il Lindor da qualsiasi altro cioccolatino.
Entra nell’uso comune
L’aggettivo in questione è piaciuto così tanto ed è diventato talmente popolare da meritarsi un posto d’onore nel Vocabolario dell’Accademia della Crusca.
Anche al mondo della panificazione è piaciuto tanto da adottarlo per riassumere o sostituire termini come sofficità, consistenza, resistenza, friabilità, ecc. ecc.
Ma siamo sicuri di utilizzarlo in modo appropriato?
Come dovremmo utilizzarlo
Quello che dovremmo comprendere è che pizza, pane, panettoni, croissant e chi più ne ha più ne metta, non devono affatto sciogliersi in bocca come un cioccolatino.
In realtà devono resistere quanto basta per permetterci di godere della loro sofficità, del loro gusto e della loro friabilità. In parole povere devono avere la giusta consistenza in base al tipo di prodotto.
La struttura di una pizza in teglia dovrà essere più “presente” e persistente al morso di quella di un padellino gourmet per via della quantità, peso e umidità delle farciture che li accompagnano per far sì che la “permanenza” in bocca sia piacevole e che le basi non sovrastino i condimenti e viceversa.
Un prodotto eccessivamente scioglievole è sbagliato tanto quanto un prodotto eccessivamente resistente (che in panificazione definiremmo gommoso o ciccoso).
È semplicemente questione di equilibrio
Una buona mollica la voglio assaporare tanto quanto una crosta friabile e voglio che accompagni la farcitura in tutto il percorso gustativo, non voglio che sparisca in bocca e penso che anche tu la pensi come me.
Io spero che dopo aver letto questo articolo userai il termine scioglievolezza in modo più oculato, insomma usiamolo ma non abusiamone.
Noi ci leggiamo alla prossima puntata!
Un mega saluto, 👋
Rudy







